Via Campi Flegrei e dintorni

Dal Quadrivio dell’Annunziata, in direzione Cuma, si diramava l’antica via Domitiana, realizzata per volontà dell’imperatore Domiziano, a partire dal 95 d.C.

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Tabernae, Ricostruzione immaginaria

La zona è difatti ricchissima di reperti archeologici di particolare interesse. In via Vecchia Luciano, grossomodo corrispondente al tracciato della Domitiana, si possono subito notare delle strutture antiche, più precisamente delle tabernae: il complesso è costituito da una serie di nove ambienti costruiti in muratura, privi di coperture e di forma quadrata, che complessivamente formano una struttura lunga 37 m. circa, parallela a via Luciano e addossata ad un muro di cinta costruito sulla muratura romana preesistente. Nei primi due ambienti si può ancora notare la pavimentazione in cotto (bipedale) sotto la quale è visibile l’impianto di smaltimento delle acque.

Tra le abitazioni private sono numerosissimi i ritrovamenti archeologici, e facevano supporre che esistessero altre ville importanti. Purtroppo nulla è attualmente visibile all’infuori delle proprietà, eccetto in qualche locale commerciale con pavimenti in vetro strutturale – in particolare, dopo il civico 54, si trova una strada basolata all’interno di un edificio commerciale. Da segnalare anche i ritrovamenti importanti effettuati presso il “Villaggio del Fanciullo”, molto probabilmente altre tabernae prospicienti sulla via Domitiana. Presso lo stesso Villaggio del Fanciullo è possibile osservare alcune basi commemorative esposte in situ.

Imboccando Via Campi Flegrei, subito dopo la Piazza, sulla terrazza panoramica della “Starza” un tempo sorgevano numerosissime ville di facoltosi romani. Molto probabilmente vi era anche la Villa puteolana di Cicerone. In prossimità del parco Cordiglia, vi era una strada che si congiungeva alla litoranea (attuale Via Fasano): ad uno studio attento si notano numerose tracce di muri in opera reticolata. E’ il caso della Villa di Livia, ciò che resta di una magnifica residenza, forse appartenente a parenti della famiglia imperiale augustea, ma utilizzata fino al III sec d.C.

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Villa di Livia

Poco più avanti si erge lo Stadio di Antonino Pio, ubicato immediatamente ad occidente della città di Puteoli, sorge su una terrazza naturale, con il fronte settentrionale prospiciente l’antica Via Domitiana (oggi via Luciano) e quello meridionale scenograficamente affacciato sul Golfo di Pozzuoli. Come ci informano le fonti antiche, la costruzione dello Stadio venne promossa dall’imperatore Antonino Pio per celebrare lo spirito filellenico del suo predecessore Adriano il quale, morto a Baia nel 138 d.C., era stato sepolto in un primo momento nell’area di una delle ville di Cicerone a Pozzuoli; in seguito, Antonino Pio, vinte le remore del senato, ne fece trasferire i resti a Roma ed istituì a Pozzuoli, nel luogo della prima sepoltura, giochi di tipo olimpico noti con il nome greco di Eusebeia. Lo Stadio (avente le dimensioni di circa m 300 x 70) presenta la tradizionale pianta rettangolare con uno dei lati brevi curvi (sphendone) e l’altro, riservato alla partenza degli atleti, caratterizzato da un leggero andamento curvilineo. Poco resta, tuttavia, dello stadio, in quanto è parzialmente crollato a causa dello sbriciolamento del costone tufaceo.