Natura e Geologia

I vitigni autoctoni dei Campi Flegrei

Non solo Falanghina, Piedirosso e Aglianico. Il "Bollettino Ampelografico" del 1883 ci riporta una serie di analisi sui più comuni vitigni autoctoni dei Campi...

Le escursioni da non perdere nei Campi Flegrei

Vulcani, rovine antiche, vegetazione rigogliosa, mare, laghi e isole e soprattutto panorami mozzafiato. I Campi Flegrei sono un miscuglio spettacolare di storia e natura: vi consigliamo sei itinerari da non perdere, dislocati tra Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida per tuffarsi a capofitto nella Terra del Mito.

Cosa vedere a Miseno tra Bacoli e Monte di Procida

Miseno è una affascinante località marittima ricadente nel Comune di Bacoli e chiude il Golfo Flegreo con il suo promontorio chiamato Capo Miseno. Come nel resto dei Campi Flegrei, a Miseno si intrecciano paesaggi spettacolari con natura, geologia ed importanti tracce archeologiche del grandioso passato romano.

Il Bradisismo dei Campi Flegrei nelle fonti storiche

Il bradisimo, fenomeno caratteristico dei Campi Flegrei in Campania, è un lento saliscendi generato dal collasso di una caldera vulcanica all'interno di un altra, più antica. I romani furono i primi che menzionarono le loro interazioni con questi fenomeni.

Cosa vedere a Monte di Procida

Monte di Procida è uno dei principali comuni dei Campi Flegrei. Coincide quasi interamente con il promontorio che si sviluppa tra la costa di...

Punta Epitaffio a Baia, perchè si chiama così

Punta Epitaffio, tra Baia e Pozzuoli, fu uno siti scelti dal Vicerè Pietro Antonio d'Aragona nel 1666 per apporre una delle tre iscrizioni su lapide di marmo con l'elenco esaustivo delle otto fonti termali presenti nell'area tra Baia e Miseno

Cosa visitare a Cuma, tra Bacoli e Pozzuoli

Cuma, un tempo importantissima città della Magna Grecia (Kyme) oggi è una località che  ricade tra i comuni di Pozzuoli e Bacoli, ed è...

Il lago Fusaro a Bacoli

Il lago Fusaro è il secondo lago dei Campi Flegrei per grandezza, considerando anche il Lago di Patria. Il lago è stato utilizzato, nel corso dei secoli, per la coltivazione di mitili, pesca, macerazione della canapa, e come riserva di caccia reale.

L’Acqua Morta del Fusaro

A sud del lago Fusaro esisteva un altro piccolo laghetto chiamato Acqua Morta, poi definitivamente prosciugato sul finire dell'Ottocento

Il Monte Barbaro in un inedito di Achille Vianelli

Sulla sommità di uno dei crateri più alti dei Campi Flegrei conosciuto come Monte Gauro, precisamente sul versante sud denominato Monte Barbaro, si ergono...

Il Parco Urbano Attrezzato di Pozzuoli

Il Parco Urbano Attrezzato è un parco di nuova realizzazione ultimato nel mese di Febbraio 2014. Il parco si trova in Via Vecchia delle Vigne...

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Bacoli, i Fenici dietro il nome della città Campana?

Il nome Bauli era celebre nell’antichità romana, ed è legato alla leggenda di Ercole, il quale, tornando dalle sue “fatiche”, pare abbia fatto riposare proprio a Bacoli i buoi sottratti a Gerione, ma potrebbe derivare in realtà dalla divinità fenicia Baal.

Cosa fare e cosa vedere nei Campi Flegrei in Campania

I Campi Flegrei sono un luogo incredibilmente eterogeneo: sono un viaggio denso tra la storia, l'archeologia, la cultura meridionale, la natura, il mare. I Campi Flegrei vanno scoperti lentamente con meraviglia continua

EVENTI / La Montagna Spaccata, presentazione del libro di Mauro Di Vasta

Sabato 12 Novembre 2022 ore 10.00 presso Palazzo Migliaresi, Rione Terra (Pozzuoli) si terrà la presentazione del libro "La Montagna Spaccata, viaggio nei Campi Flegrei sulla via Consolare Puteolis Capuam" dell'architetto Mauro di Vasta

Perchè Pozzuoli si chiama così?

Pozzuoli fu fondata nel 194 a.C. dai romani, con il nome di Puteoli, e deve questo appellativo ai particolari fenomeni geologici caratteristici della terra vulcanica dei Campi Flegrei

Perchè Licola si chiama così?

Licola, località oggi residenziale a nord di Pozzuoli, deve il suo nome ad un lago scomparso a causa della bonifica delle paludi del primo Novecento. Il lago di Follicola era così chiamato proprio perchè abbondava di una particolare specie di volatili, molto apprezzata dai Borbone per le loro battute di caccia reali