Cosa vedere a Monte di Procida

Monte di Procida è uno dei principali comuni dei Campi Flegrei. E' conosciuto popolarmente anche come "la terrazza dei Campi Flegrei". Non a caso da qui si possono ammirare alcuni dei più bei panorami e scenari del Golfo Flegreo.

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Monte di Procida è uno dei principali comuni dei Campi Flegrei. Coincide quasi interamente con il promontorio che si sviluppa tra la costa di Bacoli e quella di Cuma (Pozzuoli), ed è conosciuto popolarmente anche come “la terrazza dei Campi Flegrei”. Non a caso dal Monte di Procida si possono ammirare alcuni dei più bei panorami e scenari del Golfo Flegreo.

La Necropoli Romana di Cappella

La borgata ai piedi del Monte di Procida, Cappella, divide il Comune di Bacoli con il Monte di Procida. Un tempo era la strada principale che collegava Miseno a Pozzuoli (Puteoli), e nei tempi antichi ai bordi vi correva una necropoli costituita dai sepolcri dei marinai e degli abitanti di Misenum e Bacoli. Parte della necropoli è oggi diventata un sito archeologico, la Necropoli Romana di Cappella. Presso Piazza Cappella è possibile accedere alla parte scavata di questa necropoli (su prenotazione).

Il Belvedere di Via Panoramica

Salendo da Miliscola (Bacoli), si percorre la via Panoramica di Monte di Procida. Da questa via, non a caso, ci sono numerosi punti di osservazione per ammirare un magnifico scenario su tutta i Campi Flegrei, nello specifico su Bacoli, Miseno, le isole di Procida e Ischia

Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo

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Una delle chiese più importanti del Monte di Procida. La Madonna Assunta in Cielo è patrona della comunità, celebrata il giorno di Ferragosto con una suggestiva processione durante la quale l’antica statua di culto della Madonna viene portata a spalla. Non si conosce l’esatta fondazione del luogo di culto, ed i primi documenti che la menzionano sono risalenti al XVII secolo. La chiesa ha subito diversi rifacimenti, in particolare nel Settecento: oggi si presenta con una facciata neoclassica, con colonne e decorazioni in marmo e un interno molto ampio a tre navate. Vi è custodita la statua in terracotta dipinta della Madonna Assunta in Cielo attribuita allo scultore napoletano Francesco Verzella.

Presso la facciata laterale esterna della chiesa è possibile ammirare un’opera di street art che rappresenta il volto santo della Madonna Assunta dal titolo “Madre, elevaci” realizzata dall’artista Luis Gomez De Teran nel 2022.

Acquamorta

Dopo una breve ma tortuosa discesa, si arriva al porticciolo di Monte di Procida, meglio noto come Acquamorta, appellativo nato probabilmente dalla calma delle sue acque dovuta alla posizione che garantisce una protezione contro gran parte dei venti (Parascandolo). Una piccola spiaggia e un lungo molo possono essere spunto per una piacevole camminata al tramonto.

Il Sentiero di Torrefumo

Dal porto di Acquamorta si può costeggiare a piedi il Monte di Procida verso Sud, ritrovandosi in un luogo naturalistico di particolare interesse, il Sentiero, Camminata o Oasi di Torrefumo, che dir si voglia: un tratto di costa quasi incontaminato con tratti di macchia mediterranea e stagno di acqua salmastra dovuto al blocco della scogliera a protezione dei marosi. Ammirando il costone tufaceo, è possibile scorgere quasi tutti gli strati delle passate eruzioni flegree, difatti il Geologo inglese Henry James Johnston-Lavis (1856 – 1914) definì questa falesia “breccia museo” nel suo “Volcanoes of Southern Italy” (1889). Da questa camminata, è possibile arrivare a piedi a Miliscola presso Bacoli (e viceversa).

La passeggiata di Torre Fumo, con la falesia tufacea ed la pozza di acqua salmastra

L’Isolotto di San Martino

L’isolotto di San Martino o San Martinello (Parascandolo), o più semplicemente scoglio, è una piccola propaggine tufacea del Monte di Procida, con il tempo diventata isola. Nel 1582 vi fu realizzata una tonnara che operò per svariati decenni. Nel 1914, agli albori della Prima Guerra Mondiale venne qui impiantato un silurificio, prima controllato dalla società inglese Vickers-Armstrong, poi successivamente divenuto di proprietà della Regia Marina. Negli anni bellici l’isolotto diventò un luogo particolarmente operoso, fino alla sua completa dismissione. Dal dopoguerra fino gli anni 1980, tramite una concessione d’uso divenne un luogo turistico. Oggi l’isolotto, di proprietà del Comune di Monte di Procida, giace in totale abbandono. La sua forma caratteristica disegna l’orizzonte visto da Acquamorta.

L’isolotto di San Martino al tramonto, dal pontile di Acquamorta [archeoflegrei]

Belvedere di San Martino

Un altro luogo degno di menzione è il belvedere di San Martino, che affaccia direttamente sulle isole Flegree di Procida e Ischia. Si raggiunge percorrendo via Imbò.

Il Pontile di Torregaveta

Vista dal Pontile di Torregaveta verso Monte di Procida [archeoflegrei]

A cavallo tra Monte di Procida e Bacoli, si apre all’orizzonte una caletta con la spiaggia di Torregaveta, ed un molo turistico detto Pontile di Torregaveta, realizzato poco dopo la costruzione della fermata di Torregaveta della Ferrovia Cumana (1892), al fine di favorire l’interscambio dei passeggeri del treno con le imbarcazioni che partivano alla volta delle isole. Sullo sperone opposto al Monte di Procida, sotto alle costruzioni moderne, dormono i pochi resti della sontuosa villa repubblicana del ricco console romano Publio Servilio Vatia Isaurico, meglio conosciuto come Servilio Vatia.

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