L’antica statua di santa Maria di Monterusciello

Anche Monterusciello ha la sua Madonna, precisamente nella zona delle "cooperative".

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Varie zone flegree hanno la propria Madonna, anche Monterusciello ha la sua: nella cd. cappella Golia è conservata l’antica statua di santa Maria di Monterusciello.

Oggetto: Statua raffigurante la Madonna
Denominazione comune: Santa Maria di Monterusciello
Ubicazione (attuale): Sull’altare maggiore della cappella detta Golia
Provenienza (ultima): Abitazione privata della famiglia Golia
Datazione: Sec. XIX
Autore: Ignoto
Stile: Scuola napoletana

Descrizione
Santa Maria di Monterusciello

L’opera ottocentesca si trova all’interno di uno scarabattolo posto sull’altare maggiore della cd. cappella Golia e raffigura la Vergine nell’atto di schiacciare la testa al serpente.

È un esemplare di oggetto d’arte prodotto per la devozione privata. Nel Napoletano si contano numerosi esemplari di statuette raffiguranti la Vergine nei suoi diversi titoli (Assunta, Immacolata, Addolorata ecc.); sono gioielli d’arte che venivano collocati su altarini casalinghi o su mobili, protetti dalla caratteristica “campana” di vetro o posti all’interno di scarabattoli.

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Su di una alta base lignea dorata è rappresentato il globo terrestre di colore celeste (ad indicare la mondanità) avvolto da una fascia dorata (simbolo della regalità), circondato da una nube sulle cui estremità sono collocati due angioletti a figura intera. Sulla parte alta della sfera è collocata la caratteristica testa di serpente con la lingua rossa, raffigurazione del demonio che viene schiacciato dal piede sinistro della Madonna.

Su tutto trionfa la statua della Vergine che tiene stretto al suo petto il bambin Gesù. Le due mani sono poste nell’atto di accogliere e abbracciare il Bambino e quindi tutta l’umanità redenta in Lui.

Santa Maria di Monterusciello, part.

Lo sguardo della Vergine è leggermente spostato sulla destra, nell’atto di richiamare i figli lontani mentre il bambino Gesù volge lo sguardo ai fedeli che gli stanno davanti e li benedice con la mano destra.

Il capo della Vergine e quello di Gesù sono ornati da una corona metallica.

Sia la Madonna che suo figlio sono ricoperti da un ricco vestito di color bianco (segno della purezza) con decorazioni in oro. La Vergine ha un lungo mantello dello stesso colore delle vesti che avvolto sulle spalle gli scende sul retro.

La nascita di Santa Maria di Monterusciello: dalla casa Golia alla cappella
Cappella detta Golia

L’opera faceva parte dell’arredo della casa napoletana della famiglia Golia fino a quando i coniugi, nelle opere di aiuto offerte ai contadini di Monterusciello-Coste di Cuma, decisero di costruire una cappella per permettere agli abitanti del luogo di partecipare alle celebrazioni festive anche nei mesi invernali quando, a causa dei temporali, le strade che portavano all’antica cappella di Torre Santa Chiara, diventavano impraticabili.

Costruita la cappella nella metà del Novecento i coniugi, nell’arredarla, decisero, su invito del sacerdote che fu destinato al sacro edificio, di donare la loro statuetta che posizionarono sull’altare maggiore. Da quel momento la statua raffigurante la Vergine è invocata col titolo di Santa Maria di Monterusciello, dal nome del quartiere dove è sita la cappella.

La struttura ecclesiastica rientra nei confini del territorio della parrocchia di Sant’Artema martire ed è officiata dai sacerdoti di essa.

Un sito che non ha nulla a che vedere con Santa Maria di Monterusciello

Intorno al 2014 la parrocchia di Santa Maria degli Angeli e santa Chiara di Assisi, con sede nella parte nord del quartiere di Monterusciello, nel rimodernare il proprio sito internet, su invito del parroco, don Vincenzo Di Meo, ha adottato, come nome del sito, la dicitura “santamariamonterusciello.it” sostituendo la dicitura originale voluta dal precedente parroco, don Gennaro Leone, e ignorando la già e diversa esistenza di Santa Maria di Monterusciello.

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Gennaro Lubrano
Gennaro Lubrano
Laureato in Scienze della formazione primaria. Da sempre appassionato di storia, archeologia e arte dei Campi Flegrei. E' stato allievo del Prof. Raffaele Giamminelli e del Prof. Don Angelo D’Ambrosio. Socio del GAN, giornalista e attivista.

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