Rione Terra, le origini della rocca millenaria

Il Duomo (Drone Air Cam)

Il Rione Terra è il nucleo insediativo più antico della città di Pozzuoli. Come un borgo, è arroccato su di un promontorio tufaceo a circa 33 metri sul livello del mare, dal quale è circondato per quasi due terzi. La sua storia pluri-millenaria è da noi narrata in questo articolo dalle prime tracce fino alla caduta dell’impero romano. Successivamente pubblicheremo il continuo.

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Il Rione Terra era la greca Dicearchia e l’osca-sannitica Phistelia?
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I frammenti ritrovati (F. Zevi)

I resti della prima colonia romana sono ovunque visibili ancora oggi, ma i primi insediamenti, o quanto meno, “affari” del Rione Terra sono ben più antichi. Attualmente, le tracce più antiche in assoluto sono due frammenti di ceramiche greche di età arcaica (VI secolo a.C), ritrovate durante scavi stratigrafici: una è parte di una oinochoe realizzata a Cuma, l’altra è un’impugnatura di una coppa Ionica.

Sono solo questi, quindi, gli unici elementi che attestano una frequentazione greca (e Cumana) presso l’area del Rione Terra. Troppo pochi elementi e nessuna traccia monumentale per assegnare il Rione Terra come nucleo di Dicearchia, la “città del giusto governo”, fondata nel 528 a.C. dagli esuli greci dell’isola di Samo, aiutati dai loro fratelli Cumani, già stanziati a nord.

Mentre invece sono numerose le storie dei gruppi di esuli di Samo durante la tirannia di Policrate: coloro che arrivarono a Pozzuoli furono solo uno dei gruppi che partirono. Tuttavia non è stato ancora identificato con certezze quale sia il gruppo che arrivò a Pozzuoli – l’ipotesi più accreditata è quella dei Sami Pitagorici (testimoniata dallo scrittore Firmico Materno).

E’ storicamente determinato che nel 421 a.C. i Sanniti occuparono Cuma e i suoi dintorni, e di conseguenza anche Dicearchia. Anche in questa fase storica le domande sono molte e le tracce concrete sono poche. Dicearchia, qualora fosse sorta sul Rione Terra, divenne, con molta probabilità, la Phistelia Osca-Sannitica.

Puteoli, Colonia Romana
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I primi tracciati romani di Puteoli (Sommella)

Nel 300 a.C. la Campania viene occupata dai Romani, ma solo nel 194 a.C., dopo la sconfitta di Annibale, sull’antica rocca flegrea viene fondata la prima vera città: qui viene dedotta da Acilio, tribuno della plebe, la colonia maritima di Puteoli.

La limitatezza dello spazio utile per la realizzazione della colonia non deve stupire se si pensa che, come ci dice Livio, l’iniziale popolazione era di 300 persone. Per spiegare l’estensione apparentemente assai limitata del nucleo primario della colonia si suppone tuttavia come probabile anche un fenomeno di erosione, rintracciabile anche a tutt’oggi, che potrebbe aver ridotto fortemente l’estensione del plateau destinato all’insediamento.
L’impostazione di un sistema di assi viarii basato sul modello del castrum, che a Pozzuoli è ancora oggi rintracciabile, deve però, all’epoca, aver presupposto una serie di imponenti opere di preparazione del terreno e di spianamento dei forti dislivelli presenti e ancora oggi riscontrabili: a differenza , infatti, di quanto riscontrabile in altre colonie in zona pianeggiante, a Pozzuoli il sistema di assi ortogonali appare fortemente condizionato dall’orografia e dalla forma stessa della collina dell’acropoli .

Dopo un periodo di vita municipale un po’ turbolenta, fu poi, lo stesso Nerone a decidere per la rifondazione di una colonia (Claudia Neronensis Puteolana) e successivamente lo stesso Vespasiano (Colonia Flavia Augusta Puteolana).

Il Capitolium, poi Tempio di Augusto

La principale testimonianza della colonia del 194 avanti Cristo è certamente il Capitolium nel quale, in primis, si vollero riconoscere i resti di un tempio sannitico fin quando, poi, non vennero alla luce, sotto il Duomo, i resti del tempio di età repubblicana. Del tempio repubblicano si è conservato solo il podio. Dopo la deduzione a Colonia  il Capitolium, in tufo, venne ricostruito interamente in marmo. Si presenta pseudoperiptero, con l’accesso da una scala laterale, le pareti in finita opera quadrata e capitelli corinzi, l’edificio è ritenuto uno dei più fulgidi esempi del classicismo augusteo. Inoltre sulla parete postica del tempio era inciso il nome dall’architetto che lo ha costruito, lo stesso L. Cocceio Aucto autore del sistema di tunnel viari Flegreo-napoletani e, probabilmente, del portus Iulius, grande impresa portata a termine da Agrippa, stratega di Augusto.

La fine della Puteoli romana e il ritorno al Rione Terra

Il 410 d.c. vi è la devastante invasione di Alarico e la fine di Puteoli come città marittima quale fino ad allora era stata. Si registra infatti, da quella data, il restringimento del nucleo abitato alla sola area del castrum originario, la rocca del Rione Terra, dopo già molte difficoltà sorte a causa dell’inabissamento costiero dovuto al bradisismo e l’abbandono quasi totale del porto, già provato, in passato, dall’apertura dei porti di Ostia e Centumcellae. Vi è pertanto un ritorno di Puteoli nei suoi confini iniziali della prima fondazione romana che perdurerà lungo tutto il medioevo, diventando il Castrum Puteolanum.


Bibliografia di Riferimento

  • F. ZEVI (a cura di), Puteoli – Banco di Napoli S.P.A. editore , 1993
  •  A. D’AMBROSIO , Il duomo di Puzzuoli-storia e documenti inediti Dicembre 1973
  • ARCHEOLOGIA IN CAMPANIA, incontri di lavoro per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico archeologico. Soprintendenza Archeologica delle Provincie di Napoli e di Caserta , Giugno 1987
  • Enciclopedia dell’arte antica – TRECCANI
  •  C. GIALANELLA – L. CRIMACO – F. ZEVI (a cura di) Da Puteoli a Pozzuoli, scavi e ricerche sulla rocca del Rione TerraELECTA NAPOLI , Dicembre 2003.
  • R. GIAMMINELLI Pozzuoli nei Campi Flegrei AZIENDA AUTONOMA DI CURA, SOGGIORNO E TURISMO DI POZZUOLI, 1995