Foto d’epoca di Pozzuoli, i cambiamenti urbanistici

Dagli inizi dell'Ottocento, Pozzuoli ha subito vastissimi cambiamenti che ne hanno profondamente cambiato l'urbanistica. Purtroppo ve ne sono stati anche molti "aggressivi", soprattutto nella speculazione del dopoguerra, che hanno creato molti problemi alla vivibilità e allo stesso peculiare ambiente - senza ovviamente menzionare il danno paesaggistico.

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Pozzuoli, Macellum 1890 Foto Granger

Una collezione di foto d’epoca di Pozzuoli, dai primi dagherrotipi dell’Ottocento fino alla metà del XX sec.

(Si ringrazia il collezionista di cartoline ed immagini d’epoca Daniel Thomas Alessi per aver concesso di utilizzare parte di questa raccolta)

Dagli inizi dell’Ottocento, Pozzuoli ha subito vastissimi cambiamenti che ne hanno profondamente cambiato l’urbanistica. Purtroppo ve ne sono stati anche molti “aggressivi”, soprattutto nella speculazione del dopoguerra, che hanno creato molti problemi alla vivibilità e allo stesso peculiare ambiente – senza ovviamente menzionare il danno paesaggistico.

Per cominciare, nel 1881 furono cominciati i lavori per la costruzione della nuova banchina del molo di Pozzuoli, approvati dal sindaco Giovanni De Fraja Frangipane. L’opera fu completata solo nel 1900. Il molo moderno andò ad inglobare i piloni del molo romano, visibili in alcune foto d’epoca e in molti dipinti ed incisioni, facendo sparire per sempre le tracce del colossale molo romano – opera d’ingegneria più che all’avanguardia all’epoca.

 

molo caligoliano in costruzione
Il molo moderno in costruzione, 1881 circa

Successivamente, un altro intervento particolarmente invasivo fu quello per la realizzazione dei binari della direttissima e della stazione di Pozzuoli Solfatara (l’attuale metropolitana) che collegarono Pozzuoli a Fuorigrotta, nei primi anni ’20. Al tempo non vi era la stessa densità edilizia di oggi, pertanto il taglio dal monte Olibano fino alla stazione non fu particolarmente sofferto, se non proprio nell’ultimo tratto: presso la stazione di Pozzuoli Solfatara, i lavori furono interrotti perchè vennero alla luce dei resti romani di notevoli dimensioni: inizialmente si pensò ad un mausoleo dedicato ad Adriano, secondo alcune ipotesi, ma in realtà, tali resti appartenevano al primo anfiteatro di Puteoli, quello repubblicano. I lavori tuttavia proseguirono e l’anfiteatro, tagliato sull’asse minore, restò comunque interrato. Alcuni rilievi furono effettuati dall’archeologo Amedeo Maiuri, poi più nulla. Molti oggi ancora non sono a conoscenza di questo monumentale edificio.

Fiore all’occhiello e poi croce di Pozzuoli, fu l’industria. Sulla costa dal porto di Pozzuoli ad Arcofelice, si svilupparono, nel 1885, industrie pesanti: i Cantieri Armstrong, dove venne prodotto materiale bellico fino alla fine della seconda guerra mondiale. Successivamente diventarono i cantieri Sofer e la produzione fu cambiata in materiali rotabili e convogli ferroviari. Ad oggi tutti gli stabilimenti, eccetto alcuni, sono stati completamente abbandonati e dismessi: un grave delitto per una delle coste più delicate e belle come quella flegrea.

Nei primi del Novecento alcuni interventi positivi vennero effettuati presso il cosiddetto Tempio di Serapide, ovvero il Macellum. Si cominciarono a far abbattere gli edifici che coprivano il simbolo puteolano, sorti come superfetazioni sulle botteghe laterali e sul fronte sud-ovest, corrispondente all’attuale Via Roma. Una generale sistemazione venne fatta anche all’interno degli scavi, i quali ancora oggi soffrono di fenomeni di allagamento, a causa del livello inferiore a quello del mare.

Altri cambiamenti degni di nota furono quelli apportati al centro storico e alle banchine del porto, nonchè alla chiesa di Santa Maria delle Grazie. Alla fine dell’ottocento si ripresentò nuovamente il problema di inabissamento del centro di Pozzuoli, causato dai cambiamenti dei moti bradisismici. Questo fenomeno, rese invivibile questa parte della città, tanto che Pozzuoli ebbe, in Campania, il primato della mortalità per le malattie tubercolari. Nel 1911 fu approvata dal Parlamento la legge per la bonifica della parte bassa di Pozzuoli (N. 311 del 13 aprile 1911) che prevedeva lavori di colmata delle strade, bonifica dei terreni e sistemazione delle fogne. Nel 1913 iniziarono i lavori di colmata, in seguito ai quali finirono con l’essere interrate anche le scale d’ingresso della chiesa.