Parco archeologico della via Puteolis – Neapolim

Poco distante dalla Solfatara e dall'Anfiteatro di Pozzuoli esiste un antico tracciato stradale corrispondente all'antica via Puteolis Neapolim. Il parco archeologico non è mai stato veramente aperto al pubblico, ma le testimonianze contenute al suo interno sono veramente eccezionali.

Già agli inizi del ‘900, Charles Dubois individuò un’area appena fuori le mura della Puteoli alta, lungo la quale erano disposte lunghe file di sepolcri. Riportò tali informazioni sulla monografia dedicata a Pozzuoli (Pouzzoles Antique – histoire et topographie) all’inizio del ‘900. Tale via, ipotizzò, doveva essere la via Antiqua che collegava Pozzuoli con Napoli (Puteolis-Neapolim).

La Via Antiniana e Necropoli
La Via Antiniana e Necropoli
Gli scavi

La ragione, il Dubois, difatti la ebbe, quando negli anni ’80 la Soprintendenza Archeologica fece alcuni sopralluoghi presso quest’area. Solo nel 1991, però, cominciarono ufficialmente i lavori di scavo, a causa della necessità di costruire una nuova bretella esterna al centro abitato per il traffico di Pozzuoli. Vennero pertanto effettuati rilievi archeologici onde verificare l’effettiva possibilità di realizzazione di tale intervento, molto discusso e criticato. Dal 1992 al 1997 vennero portati alla luce circa 400 metri di strada basolata romana, con numerosi sepolcri a colombario.

Un’origine ben più antica

Analizzando gli strati di depositi, si capì che la strada era luogo di depositi alluvionali, pertanto era “ricostruita” periodicamente: ma la vera sorpresa fu lo scoprire che i resti romani non furono i primi. Vennero allo scoperto numerosi frammenti di ceramiche greche, databili fino al VII sec. a.C. Tale strada era probabilmente utilizzata dai coloni greci di Cuma per raggiungere Parthenope, e forse, più tardi la stessa Dicearchia. Ma non solo: nella stessa area fu scoperta anche una villa rustica, sempre di età greca, e un santuario, forse dedicato ad Eracle. La strada romana fu realizzata solamente nel 100 a.C., quindi ancora in età repubblicana. Il tracciato fu utilizzato fino in epoca medievale, dopodichè fu completamente sommerso e costipato di materiali alluvionali, fino ad una quota superiore ai 6 metri.

I monumenti funebri della Via Antiniana

I primi 300 metri dell’Antiniana sono una continuità di monumenti funerari e non si conosce ancora il motivo di tale concentrazione. La parte settentrionale della strada ospita per lo più monumenti gentilizi con alcuni mausolei. Sul lato sud invece si trovano vari edifici addossati gli uni agli altri con camere ipogee (al di sotto del piano di ingresso) ed urne cinerarie, costruiti dalla prima metà del I sec. d.C. Vi era anche una strada che si ramificava verso Cigliano, dove fu trovato un praedium, ma fu volontariamente bloccata senza conoscerne il motivo da una grande base onoraria per dedica a Lucio Aurelio PiladeTra i colombari sorgevano anche due Tabernae.

 

La distribuzione delle strutture funerarie è ovviamente così scandita: più vicini alle mura si trovano i più antichi sepolcri e anche quelli più sfarzosi, risalenti al I sec a.C., mentre, allontanandosi progressivamente in direzione di Via Celle, i sepolcri cominciano a diventare più semplici e tardi – si arriva fino al V secolo d.C. Non è documentato, ma è facile immaginare che tale tracciato si congiungesse con quello di Via Celle, dove i sepolcri acquisiscono nuovamente importanza grazie alla prossimità con la porta nord/ovest della città.

 

Questo meraviglioso sito archeologico è purtroppo oggi totalmente abbandonato. Le condizioni sono disastrose e la vegetazione è particolarmente aggressiva, sebbene si conservino ancora intatti stucchi e colori di fascino inestimabile. Sembra un sogno poter godere di questo luogo fuori dal tempo come parte del patrimonio archeologico cittadino, tuttavia oltre gli interventi di manutenzione sarebbe particolarmente facile contestualizzare tale luogo con il neo Parco Urbano di Via Vecchia delle Vigne, già dotato di ampio parcheggio.


Fonti bibliografiche

  • Nova Antiqua Phlegraea, Electa 2003
  • Charles Dubois, Pouzzoules Antiques 1907