La sala di Liternum al museo dei Campi Flegrei

All'interno del bastione sud-ovest del Castello Aragonese è stato realizzato l'ultimo allestimento dei reperti archeologici rinvenuti nella colonia di Scipione. I reperti provengono prevalentemente dalle aree di scavo del foro e dintorni.

Non tutti i visitatori del Museo Archeologico dei Campi Flegrei sanno che all’interno del Castello Aragonese di Baia è presente anche una piccola sala, dedicata ai reperti di Liternum. Purtroppo però tale sala è attualmente chiusa al pubblico, così come le sale dedicate a Misenum ed al Ninfeo di Claudio.

Liternum, patria di Scipione l’Africano
Publio Cornelio Scipione Africano

Liternum è situata tra Castelvolturno e Cuma (Pozzuoli) – in un territorio denominato in antico silva gallinaria – ai margini dell’area geologica dei Campi Flegrei. Roma stabilì il suo controllo sull’intera fascia costiera del Tirreno meridionale, sia con l’integrazione di insediamenti già esistenti, quali Cuma e Neapolis, sia con la fondazione di nuove colonie, quali Minturnae e Sinuessa nel 296 a.C.

La zona era già abitata in epoca preistorica e poi da popolazione di stirpe osca. La colonia romana di Liternum fu fondata nel 194 a.C. lungo la zona costiera dell’attuale comune di Giugliano, presso la sponda sinistra del Lago Patria, l’antica Literna Palus. Livio tramanda che insieme a Liternum furono fondate anche le colonie marittime di Volturnum, Puteoli, Salernum in Campania e Buxentum in Lucania.

La città fu assegnata a dei veterani della seconda guerra punica, appartenenti all’esercito di Scipione l’Africano, che qui si rifugiò esule e vi morì nel 184 a.C.

La Sala di Liternum

All’interno del bastione sud-ovest del Castello Aragonese conosciuto anche come corpo della “mezzaluna” è stato realizzato l’ultimo allestimento dei reperti rinvenuti nella colonia di Scipione. La sala è divisa in una parte introduttiva, una parte dedicata ai vecchi scavi, ed una parte dedicata agli ultimi rinvenimenti.

Lastre marmoree dedicate al culto della Magna Mater

I reperti provengono prevalentemente dalle aree di scavo del foro. Nei dintorni del foro, sono anche presenti un piccolo anfiteatro, un area santuario ed ambienti termali. A nord del lago patria, un tempo attraversato da un ponte, si trovava anche una mansio per la sosta prima di entrare nella città arrivando da Roma. Sono presenti anche reperti di ville rustiche e tombe situate nei dintorni.

Degni di menzione

  • busto loricato, forse appartenente alla statua di un imperatore
  • lapidi (quella del Puteolanus, quelle degli statuti, funerarie)
  • mensa del collegio degli augustali
  • anfore di vario tipo (tra cui africane) ad uso funerario
  • fregi architettonici
  • anfore e vasellame
  • una statua sul modello di Faustina minore
  • una statua acefala di Artemide Efesia – liternina
  • resti delle necropoli: varie monete (tra cui una di Marco Aurelio), anellini in oro, statuine, pesi delle reti da pesca, tegole (una con il sigillo), vari vasetti

Nella sala si possono inoltre ammirare un plastico delle strutture del foro ed una carta archeologica dedicata.