Firmin-Eugène Le Dien (1817-1865), francese, è stato uno dei primi fotografi al mondo in assoluto, noto per aver immortalato numerosi luoghi, in particolar modo in Europa e in Italia.

Ricordiamo che la primissima fotografia – o meglio eliografia – scattata al mondo risale al 1826 e fu realizzata da Nicéphore Niépce.

Grazie a Firmin-Eugene, che scattò numerose fotografie in Italia tra il 1852 e il 1853, possiamo ammirare Pozzuoli, Napoli, Salerno e altri luoghi della Campania nel loro stato meno antropizzato e ancora per certi versi bucolico di un’Italia pre-unitaria. Nel suo album “Vues et monuments des environs de Naples” ha immortalato una realtà perduta ormai perduta da tempo: le sue immagini sono più che un vero e proprio salto nella storia.

Con ogni probabilità, le sue sono le più antiche fotografie che ritraggono la città e il Golfo di Pozzuoli, subito dopo il dagherrotipo di Alexander John Ellis  (che risalirebbe al 1841)

Alexander John Ellis, il Golfo di Pozzuoli, dagherrotipo (1841)

 

Il Macellum di Pozzuoli detto Tempio di Serapide
Il Tempio di Serapide (Macellum) a Pozzuoli, Vues et monuments des environs de Naples] [album de photographies] [Firmin-Eugène Le Dien] – 1852-1853

Si comincia dal simbolo di Pozzuoli: il Macellum romano, ma da sempre conosciuto con il suo erroneo appellativo – il Tempio di Serapide. In questa fotografia sono totalmente assenti tutte le abitazioni che insistevano sull’area, in particolare quelle dell’attuale Via Pergolesi, eccettuata una piccola casa colonica.

Il Golfo di Pozzuoli alle spalle del Macellum
Vista del Golfo di Pozzuoli, Vues et monuments des environs de Naples] [album de photographies] [Firmin-Eugène Le Dien] – 1852-1853

Questa fotografia invece ritrae il panorama del golfo puteolano, osservato solo da qualche metro più in alto del Macellum, ben visibile in basso a destra. Per la precisione il luogo dello scatto corrisponde all’attuale via Follieri (zona delle ex Terme Lopez). Impressionante è la consistenza dei ruderi archeologici dove oggi insistono numerosi edifici. Il molo è ancora composto dalle pilae del molo originale romano, poi ricoperte da cemento solo qualche decennio più tardi. Sullo sfondo, la rocca del Rione Terra con le cupole del Duomo e della chiesa di San Celso.

Il Golfo e il porto di Pozzuoli
Vista del porto di Pozzuoli, Vues et monuments des environs de Naples] [album de photographies] [Firmin-Eugène Le Dien] – 1852-1853

Qui abbiamo uno scorcio incantevole, oggi non più esistente, a causa degli edifici e delle colmate della costa effettuate nel corso del tempo. Da una spiaggetta collocata presso l’area dell’ex Mercato Ittico, tra via Roma e Via Fasano, si osserva un pittoresco scorcio del porto di Pozzuoli e dell’emporio. In primo piano i sempre presenti ruderi romani, appartenenti senza dubbio alla Regio Hortensiana e al Vicus Lartidianus, importanti quartieri dell’epoca romana con funzioni di stoccaggio delle derrate mercantili ma anche quartieri residenziali, in particolare per tutti quei mercanti delle province Asiatiche e Africane, che qui avevano le loro comunità e i loro templi (G. Camodeca – Puteoli Romana: Istituzioni e Società). Sullo sfondo la rocca del Rione Terra.

Via Roma a Pozzuoli
Una strada a Pozzuoli (via Roma), Vues et monuments des environs de Naples] [album de photographies] [Firmin-Eugène Le Dien] – 1852-1853fon

Questa fotografia, scattata solo qualche metro più avanti della precedente, ritrae alcune particolari strutture sul mare (oggi non più esistenti) e le facciate delle abitazioni dell’attuale Via Roma.

Largo della Malva a Pozzuoli
Girard Jules, 1895, Italie, vue de Pouzzoles, environs de Naples, BNF;

Questa fotografia non appartiene all’album di Firmin-Eugene Le Dien bensì al collega francese Girard Jules, e è stata scattata presumibilmente prima del 1895. Tuttavia rientra pienamente nel percorso e nel contesto narrativo del primo fotografo. Ci troviamo a qualche decina di metri più avanti dell’ultima fotografia, presso il cosiddetto Largo della Malva, oggi conosciuto come Piazzetta a Mare, all’incrocio del Lungomare Cristoforo Colombo con l’emporio. Si noti il porticciolo dei pescatori e le barche in rada, su quella che un tempo era una spiaggetta. 

Il “Tempio di Venere” a Baia
Il Tempio di Venere a Baia, Vues et monuments des environs de Naples] [album de photographies] [Firmin-Eugène Le Dien] – 1852-1853

In questa fotografia ci spostiamo a Baia – attualmente al confine tra Pozzuoli e Bacoli, con il porticciolo sulla destra e con l’imponente mole dell’aula termale del cosiddetto Tempio di Venere. Baia era il luogo ricreativo più amato dai romani, e qui vi si recavano tutti i personaggi più influenti della tarda repubblica e dell’impero, imperatori inclusi, in cerca di piaceri e lussuria. Gli scavi dell’attuale Parco Archeologico delle Terme di Baia cominciarono solo molti anni più tardi, con i primi lavori di sbancamento negli anni ’20 del Novecento, e con scavi sistematici effettuati fino all’apertura del parco negli anni ’50

L’album completo delle fotografie è visibile presso l’archivio digitale della Bibliothèque Nationale de France a questo indirizzo:

https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b65002633