Il San Pasquale di Giacinto Diano in Pozzuoli

Il culto al santo protettore delle donne a Pozzuoli

Se famosi sono i principali monumenti archeologici di Pozzuoli lo stesso non si può dire per le opere pittoriche disseminate in vari punti della città.

È il caso della bella tela in oggetto, opera di un grande artista puteolano.

Oggetto: Tela raffigurante l’estasi di san Pasquale Baylon
Denominazione comune: San Pasquale
Ubicazione (attuale): Chiesa di San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova (detta di Sant’Antonio), sovrastante il primo altare a sinistra entrando
Provenienza (ultima): Depositi della Sopraintendenza
Datazione: 1762
Autore: Giacinto Diano
Materiale: Olio su tela, legno indorato (cornice)
Dimensioni : 1,50 m. x 1,70 m.

Descrizione dell’opera

San Pasquale Baylon, Giacinto Diano, 1762. Foto di A. Adinolfi

L’opera è un olio su tela del famoso pittore puteolano Giacinto Diano ed è datata 1762. È racchiusa in una cornice indorata e raffigura san Pasquale Baylon.

Il giovane santo è raffigurato in un momento d’estasi, è rapito da una visione celestiale che lo trasporta in una dimensione ultraterrena dove si trova ad essere circondato da nuvole e cherubini.

Davanti a lui sono raffigurati, su nuvole, due angeli che invitano il giovane frate spagnolo a rivolgere lo sguardo all’angelo posto un po’ più in alto nelle cui mani sorregge un ostensorio dalla cui ostia-corpo di Gesù esce un raggio di luce che illumina il volto del santo. Al centro della composizione è raffigurato un quarto angelo che rivolge uno sguardo impietosito sul mondo sottostante dove l’unica presenza umana è data da un casolare in lontananza.

Lo sguardo di san Pasquale è rapito da Gesù eucaristia davanti al quale si inginocchia e spalanca le braccia, nell’atto di accettarlo nel proprio cuore, nella propria vita e di accettare la sua volontà manifestatogli dal raggio di luce che parte dall’ostensorio e arriva ai propri occhi, a significare la rivelazione divina.

Gli angeli superiori guardano attoniti tutta la scena, alcuni ammirano il volto luminoso del frate, altri sono raffigurati in segno di venerazione verso il Santissimo Sacramento.

Chi ammira la tela resta rapito dallo sguardo del santo che inevitabilmente, accompagnato dai gesti delle mani degli angeli, viene proiettato all’ostensorio dove è esposto Gesù vivo nell’eucaristia.

Storia dell’opera

Chiesa detta di Sant’Antonio

L’opera fu commissionata a Giacinto Diano e fin dalla sua creazione (1762) è stata esposta in chiesa, nel luogo dove oggi si ammira.

Il 18 ottobre 1983, per motivi di sicurezza legati ai noti eventi sismici, su ordine del sopraintendente prof. Raffaello Causa, la tela fu trasferita nei locali annessi alla chiesa di San Lorenzo maggiore di Napoli. L’operazione fu coordinata dal dott. Teodoro Fittipaldi, con l’assistenza delle dott.sse Fernanda Capobianco e Rita Pastorelli.

Dopo un lungo abbandono l’opera è stata restaurata e da qualche anno è ritornata nella sua collocazione originaria.

 

L’autore: Giacinto Diano, o’ puzzulaniello (accenni)

Nasce a Pozzuoli il 28 marzo 1731, iniziò la sua attività pittorica presso la bottega di Francesco De Mura. Nel 1752 si trasferisce definitivamente a Napoli che in quel momento viveva un periodo di grande splendore artistico e culturale per la reggenza dell’illuminato re Carlo III di Borbone.

Riuscì in breve tempo a conquistarsi un posto di rilievo nel panorama artistico del suo tempo.

Muore a Napoli il 13 agosto 1803.

Ha lasciato importanti opere anche nella sua città natale: tra le varie si ricordano le tele nella chiesa del Santissimo Corpo di Cristo (detta coretto), nel Duomo, nella ormai demolita cappella del seminario al Rione Terra, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, nella chiesa di San Raffaele arcangelo e nella chiesa di San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio di Padova.

Il culto di san Pasquale Baylon a Pozzuoli

Il culto verso san Pasquale Baylon (Torrehermosa, 16 maggio 1540 – Villarreal, 17 maggio 1592), religioso e mistico spagnolo dell’Ordine dei Frati Minori Alcantarini,si diffonde a Pozzuoli verso il XVII sec. per opera dell’ordine a cui apparteneva il santo e che operava nella vicina Napoli.

‘Ncopp San Pascale

A fine ‘600, lungo la rampa che collega l’attuale via P. Ragnisco con via Carmine, dal detto ordine venne costruito un convento intitolato proprio a san Pasquale Baylon, tant’è che ancora oggi i puteolani sono soliti chiamare quella zona “ ’ncopp San Pascale”. Su una parete dell’ex convento è affissa una maiolica raffigurante il santo.

Nella chiesa di San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio di Padova esiste anche una scultura settecentesca raffigurante il santo frate spagnolo. Tale opera oggi è impropriamente collocata sul secondo altare a sinistra entrando, altare dedicato a san Diego.

 

San Pasquale nella tradizione

Alcuni contadini puteolani sono soliti raccogliere i fiori di camomilla nel giorno della vigilia di san Pasquale Baylon, 16 maggio. I fiori vengono poi fatti essiccare al sole per poi essere setacciati e conservati in appositi contenitori; pronti ad essere usati nei momenti di stress.

È popolarmente conosciuto come protettore delle donne, probabilmente per un’assonanza con il suo cognome (Baylonne/donne), e pertanto viene da esse invocato, particolarmente dalle nubili in cerca di marito.