I Regesta Angioini

Napoli dal 1268 al 1442 fu dominata dagli Angioini. Con la denominazione di Regesta Angioini si fa riferimento all’archivio della cancelleria angioina. L’archivio fu distrutto nel 1943, a causa dell’incendio appiccato dai tedeschi a villa Montesano in San Paolo Bel Sito presso Nola, dove era stato trasportato per misure di protezione antiaerea. Dalla rovina si salvarono, oltre a qualche frammento, i repertori del Sicola, del Chiarito, del Borrelli e tre volumi dei Notamenta di Carlo de Lellis. Nel 1944 Riccardo Filangieri, soprintendente agli Archivi napoletani, nel desiderio di recuperare e raccogliere quanto era possibile reperire degli atti angioini perduti, elaborò e mise in atto un valido piano di ricostruzione dell’archivio angioino, attraverso originali, copie, manoscritti, microfilm e fotocopie esistenti nell’Archivio di Stato di Napoli e altrove, trascritti, pubblicati o raccolti da studiosi italiani e stranieri di ogni tempo.

A.D. 1282

Secondo quanto riportato dallo studioso Michele Di Iorio, nei Regesta relativi all’anno 1282, si nominano una serie di possedimenti dei cavalieri Templari. Nell’elenco si cita anche Pozzuoli e soprattutto una fattoria appartenente ai suddetti cavalieri nel territorio dell’attuale Bacoli nei pressi di Cuma. Purtroppo, a parte la breve citazione, nulla ci è dato sapere circa l’ubicazione precisa dei suddetti luoghi.

Le Commandarie templari

Tra gli insediamenti templari, un tempo disseminati lungo tutto il Mediterraneo ed oltre, vi erano anche fattorie, ovvero insiemi di edifici rurali meglio conosciuti come Commandarie. In ogni fattoria vi era tutto il necessario per rendere autosufficiente la comunità come, ad esempio, mulini, depositi, cimiteri e chiese.

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