La gens Annia era una potente e ricca famiglia puteolana di liberti attestata tra il I sec. a.C. ed il II sec. d.C.

Annius Plocamus

Annius Plocamus era un esattore delle tasse romane del Mediterraneo, che facilitò il commercio diretto e i primi contatti tra l’Impero Romano e l’Antico Ceylon, oggi Sri Lanka.

I Romani a Ceylon

I Romani avevano già sentito parlare dell’isola dello Sri Lanka, che i greci avevano descritto sotto il nome di Taprobane. Tuttavia, secondo Plinio, come descritto nella sua Storia Naturale, fu durante il regno dell’imperatore Claudio (41-54 d.C.) che le due civiltà si incontrarono per la prima volta. Un liberto di Annius Plocamus, mentre navigava lungo la costa dell’Arabia, fu guidato dai venti monsonici settentrionali, passò la Carmania e giunse fino a Ceylon. Il liberto fu intrattenuto con ospitalità dal monarca singalese, dove in sei mesi acquisì una conoscenza approfondita dell’idioma locale. Successivamente il re singalese decise di inviare un’ambasceria a Roma per intessere relazioni culturali e commerciali.

Rotte commerciali durante l’Impero Romano (immagine di Adhavoc, Opera propria, CC BY-SA 3.0)

Le iscrizioni del Wadi Menih

Due iscrizioni rupestri, una greca, l’altra latina, datata al 5 luglio del 6 d.C., attestano la presenza in Egitto di uno schiavo di Plocamus, Lysas e precisamente il suo passaggio per Wadi Menih, luogo di sosta sull’importante carovaniera fra Coptos e Berenice, su una cioè delle fondamentali vie di collegamento fra i porti del Mar Rosso e il Nilo per il commercio dei prodotti orientali, che poi da Coptos scendevano lungo il fiume fino ad Alessandria.

Proprio in età augustea si ebbe un considerevole incremento del commercio con l’India attraverso i porti egiziani del Mar Rosso.

L’importanza documentaria del graffito di Lysas dimostra il coinvolgimento dei puteolani nel commercio verso l’India.

In seguito, nel medesimo luogo di sosta, sono stati scoperti altri due graffiti con i nomi di mercatores di origine puteolana.

Un puteolano tra i più importanti mercatores dell’Impero Romano

Se l’Annius Plocamus di cui parla Plinio e l’omonimo del graffito di Lysas a Wadi Menih fossero la stessa persona, allora ciò vorrebbe dire che il liberto puteolano P. Annius Plocamus, che nel 6 d. C. tramite un suo schiavo Lysas aveva interessi nel commercio di prodotti orientali lungo il Mar Rosso, avrebbe poi ottenuto, sempre secondo Plinio, anche l’appalto del vectigal maris Rubri, cioè del più importante dazio doganale, che concerneva i generi di lusso arabi e indiani.

Bibliografia essenziale

Camodeca G., Puteoli romana: istituzioni e società, Napoli, 2018.