Uno dei migliori biglietti da visita per il belpaese all’estero dopo i dipinti del Grand Tour è stato senza dubbio il lavoro di Giorgio Sommer (Francoforte 1834 – Napoli 1914) ormai riconosciuto come uno dei maggiori protagonisti della storia della fotografia in Italia nell’età del collodio fra la fine degli anni cinquanta dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

Sommer ha operato in tutti i formati, grande, mezzano, stereoscopico, album e carte de visite, e ha coltivato sia il ritratto sia la veduta sia la ripresa di insiemi e di dettagli architettonici sia la scena di genere e i costumi sia la riproduzione di opere d’arte. È da sottolineare che Sommer, a differenza di altri tra i primi stabilimenti commerciali operanti in Italia, compreso quello dei fratelli Alinari, ha dato importanza alla produzione e alla diffusione anche dei piccoli formati: stereoscopico, album (cabinet) e carte de visite.

I Campi Flegrei dopo l’unità d’Italia

Grazie a Sommer, oggi possiamo apprezzare numerosi scatti estremamente definiti risalenti al periodo immediatamente successivo all’unità d’Italia fino agli inizi del Novecento. Molti di questi sono stati documenti eccezionali per numerose documentazioni, ricostruzioni ed interessanti confronti con il passato. Qui abbiamo raccolto una serie di scatti relativi unicamente ai Campi Flegrei, immancabili in tutti i suoi carnet e album acquistati come souvenir di viaggio da tantissimi viaggiatori. Pozzuoli, Baia, Agnano, Bagnoli, Cuma, Ischia, ma sono solamente alcuni dei suoi scatti più famosi.

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