Francesco Sciarelli: un uomo tra giustizia sociale ed annuncio evangelico nella Pozzuoli di fine Ottocento

Ritratto di F. Sciarelli tratto dalla Autobiografia

Un protagonista indiscusso della storia sociale e religiosa della Pozzuoli fin de siecle, spesso dimenticato, ma i cui scritti e la cui opera rimangono, a distanza di più di cento anni dalla morte, di scottante attualità.

Nota biografica

Francesco Sciarelli nasce a Chieti nel 1837 e a soli sedici anni sente il fascino della vocazione religiosa. Entra così nell’ordine francescano nel convento di Loreto Aprutino dove studia filosofia e teologia. Attratto dalla causa della Unità d’Italia, lascia il convento nel 1860 quando Garibaldi entra a Napoli e si arruola nelle truppe irregolari. Dopo questa parentesi, per così dire rivoluzionaria, lo Sciarelli fa ritorno al convento, ma, più tardi, prende le difese di due animatori di una comunità evangelica delle Marche in aperta opposizione alle autorità religiose cattoliche. Per questo motivo è costretto ad abbandonare il convento e la Chiesa cattolica.

Intorno al 1863, aderisce alla Chiesa metodista che, per scelta del suo fondatore John Wensley, era molto aperta al sociale. Sciarelli diviene così pastore protestante ed esercita il suo ministero in varie città italiane come Milano, Napoli, Parma e Salerno ed infine, nel 1887, a Pozzuoli dove morirà nel 1904 in via Carlo Rosini, 3.

 

Dalla parte degli ultimi

I pastori metodisti, nella seconda metà dell’Ottocento, furono molto vicini alle masse popolari, agli operai e ai contadini. Anche Sciarelli non fu da meno divenendo punto di riferimento dapprima della comunità inglese giunta a Pozzuoli in seguito alla fondazione dello stabilimento Armstrong e poi successivamente degli operai, braccianti e pescatori puteolani. Sciarelli scrisse numerosi opuscoli e si battè sia per orari di lavoro meno massacranti, che per il rispetto del riposo settimanale. In tal modo, i rapporti tra lo Sciarelli, i datori di lavoro e le istituzioni locali divennero sempre più tesi, tanto che il vescovo di Pozzuoli, Gennaro De Vivo, gli comminò la scomunica per il timore di ulteriori tensioni sociali.

 

Un uomo scomodo

Sciarelli fu, dunque, un uomo coraggioso, di tradizione massonica, talvolta scomodo, tuttavia incisivo nella storia di una Pozzuoli che, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento attraversava un periodo di fermenti e di interessante sviluppo economico tra industrializzazione e turismo, mentre quasi tutto il restante Mezzogiorno d’Italia viveva la povertà e l’arretratezza proprie di una mai del tutto superata Questione meridionale.

 

Opere di Sciarelli relative a Pozzuoli

Pozzuoli, quel che fu e quel che sarà (1887);

Pozzuoli, impressioni del presente e memorie del passato (1890);

Pozzuoli e i suoi dintorni – Impressioni del presente e memorie del passato (1893).

 

Bibliografia

Proculus, n. 1/4, 2013