Domenica 14 Maggio 2017 la Diocesi di Pozzuoli, con una solenne processione e celebrazione eucaristica, ricorderà i suoi santi patroni. Tra le varie opere verrà portata in processione il busto argenteo raffigurante san Procolo, opera del noto argentiere napoletano Domenico De Blasio e risalente al 1731. Prima di questa data quale opera raffigurante san Procolo veniva esposta alla venerazione dei fedeli durante le ricorrenze liturgiche in memoria del santo diacono martire?

Oggetto: Busto reliquario raffigurante san Procolo, diacono e martire puteolano
Denominazione comune: San Procolo o san Lorenzo
Ubicazione (attuale): Chiesa di San Vitale martire, entrando da via Giulio Cesare nella prima nicchia a sinistra sulla parete frontale.
Provenienza (ultima): Sacrestia della chiesa di San Vitale martire
Datazione: Sec. XVII
Autore: Ignoto
Materiale: Legno policromo (busto), argento (reliquario)
Dimensioni : 100 cm. X 64 cm.

 

Descrizione dell’opera
Busto di san Procolo presso la chiesa di S. Vitale

L’opera è dello stesso stile e dello stesso periodo dei busti lignei raffiguranti san Celso (Museo Diocesano al Rione Terra di Pozzuoli) e san Sossio (chiesa di Santa Maria delle Grazie e San Sossio, Miseno), pertanto non è da escludere che sia opera dello stesso autore che, purtroppo, ad oggi rimane ignoto per tutte e tre le sculture menzionate.

Con il recente restauro l’opera è ritornata ad avere i suoi colori originari.

San Procolo si presenta, anche in questa scultura, di età giovanile ed è posizionato su un’alta base lignea, dipinta nei pannelli frontali con colore verde.

Il santo veste un ricco abito diaconale color oro con una preziosa sottoveste di color bianco che si nota lungo il collo e sugli avambracci. La mano destra ce l’ha alzata nell’atto di benedire e di invitare il fedele ad alzare lo sguardo verso la Santissima Trinità richiamata simbolicamente dal pollice apposto all’indice e al medio. Nella mano sinistra invece il santo mantiene un libro chiuso, raffigurazione del Vangelo, simbolo del diacono.

Il viso presenta un colorito roseo, la bocca è leggermente aperta e insieme allo sguardo sembra pronunciare un invito al fedele, l’invito alla conversione.

Lungo il perimetro della nuca si notano i capelli castani e mossi mentre il centro è calvo.

Al centro del petto è presente un grande reliquario argento del tipo a fermaglio e nella teca di vetro sono conservati dei resti ossei del santo.

Breve storia dell’opera
Il duomo di Pozzuoli prima dell’inaugurazione

Dalla cattedrale puteolana a Fuorigrotta

L’opera era custodita nel Duomo di Pozzuoli al Rione Terra e veniva solennemente esposta e portata in processione durante le ricorrenze religiose fino al 1731, quando venne sostituita dall’attuale e famoso busto argenteo donato dall’Amministrazione Civica di Pozzuoli e opera di Domenico De Blasio.

Allora la statua in oggetto, “vecchia e logora” si legge nei testi antichi, fu donata dal vescovo di Pozzuoli alla chiesa di San Vitale martire, sita in Fuorigrotta, che ne aveva fatto richiesta tramite il suo sacerdote.

San Procolo diventa San Vitale

L’opera venne sistemata nel sacro edificio e iniziò ad essere venerata col titolo di san Vitale martire, titolare della chiesa, anche se quest’ultimo, nell’iconografia popolare, veste da soldato mentre il busto raffigura un diacono.

Nel 1880 la statua fu sostituita da una raffigurante realmente san Vitale ma per alcuni decenni fu continuata ad essere venerata dal popolo del borgo con questo titolo.

Deceduti gli anziani della borgata, particolarmente devoti verso la statua in oggetto, la nuova statua raffigurante san Vitale andò definitivamente a sostituire l’improprio e più antico busto che finì nella sacrestia.

San Vitale diventa San Lorenzo

Con la demolizione della chiesa (1939) e la costruzione della nuova (1952-54) l’opera ritornò alla ribalta e fu battezzata San Lorenzo Levita e Martire. Con questa denominazione dipinta sulla base l’opera fu custodita sugli armadi della sacrestia della nuova chiesa dove è stata fino a qualche anno fa.

Ritorna San Procolo

Per impegno fattivo del nuovo parroco (2012) di San Vitale in Fuorigrotta, don Gennaro Leone, l’opera è stata restaurata ed è ritornata nelle condizioni originarie. Oggi è esposta nella nicchia a sinistra sulla parete frontale entrando da via Giulio Cesare.


Bibliografia di riferimento
  • D’Ambrosio A., Giamminelli R., La chiesa e la parrocchia di San Vitale Martire a Fuorigrotta. Alle radici della fede di una comunità, Pozzuoli 1997, pp. 102-103, illustrazione p. 76
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Gennaro Lubrano

Laureato in Scienze della formazione primaria. Da sempre appassionato di storia, archeologia e arte dei Campi Flegrei. E’ stato allievo del Prof. Raffaele Giamminelli e del Prof. Don Angelo D’Ambrosio. Socio del GAN, giornalista e attivista.