Introduzione

Secondo il prof. Camodeca, benchè ormai lontana dagli splendori del periodo compreso tra il I sec. a.C. ed il II sec. d.C., Puteoli, ancora nel IV sec., vede una certa frequentazione della aristocrazia senatoria che qui possedeva villae di otium. Notevoli erano le ville extraurbane realizzate su terrazzamenti ricavati sui fianchi delle colline flegree come Cigliano.

Con il tempo, a causa della crollo economico e demografico del IV-V sec. d.C., numerosi sono gli edifici prima abbandonati e poi riutilizzati in funzione agricola e cimiteriale.

Le invasioni barbariche

Intorno al 410 d.C. Alarico, re dei Visigoti, nel 455 Genserico re dei Vandali, e nel 543 Totila re degli Ostrogoti, avendo invaso la Campania, saccheggiarono e devastarono Pozzuoli. Gli scampati dalle stragi emigrarono verso Napoli o regioni più sicure ed accoglienti. I più attaccati alla loro terra natia si rifugiarono sul promontorio a picco sul mare ove probabilmente sorgeva, in tempi ormai remoti, il centro della greca Dicearchia e dove il ricco commerciante puteolano Lucio Calpurnio eresse un tempio in onore di Augusto. (D’Ambrosio)

Il crollo dell’Impero romano d’occidente (476 d.C.)

Dopo il crollo dell’Impero romano d’Occidente Puteoli cadde nell’oblio. La ricca ed opulenta cittadina stava trasformandosi ormai in un ammasso di rovine ed a parte il castrum il suo territorio risultava in gran parte spopolato. Molti abitanti si trasferiscono a Napoli. Durante la Guerra greco-gotica (535-553) Belisario saccheggia e poi ripopola Napoli con abitanti di Cuma e di Pozzuoli.

Il castrum medievale di Pozzuoli rimane l’unica realtà urbanistica fino al XIV sec. (Modesto Caruso)

Una tipica masseria di Cigliano insistente su antiche vestigia (Foto: Quilici, 1969)

I Goti

A partire dalla invasione da parte di Totila, re dei Goti, Pozzuoli viene devastata più volte, rasa al suolo e lasciata in completo abbandono. Probabilmente, la città subisce anche il diroccamento delle mura. La vita della città era ormai grama e stentata: la popolazione fu grandemente impoverita da uccisioni, pestilenze, carestie. Gli edifici pubblici e privati apparivano mutilati ed in stato di abbandono. Il commercio era stagnante e, a causa delle continue devastazioni, anche l’agricoltura fu trascurata. (Annecchino)

Il periodo ducale

Nel 568 i Longobardi invadono l’Italia e per arginare la loro minaccia, l’imperatore bizantino Costante II, nel 661, crea il ducato di Napoli e ne nomina Basilio come primo duca. Sappiamo da autori come Giovanni Diacono e Ranieri Esiguo che nella prima metà dell’VIII sec. Pozzuoli è distrutta ed abbandonata. La dipendenza di Cuma, Pozzuoli e dintorni dal ducato di Napoli non fu costante e subì varie interruzioni dovute ad invasioni e conquiste di queste terre da parte dei Longobardi di Benevento, dei Saraceni, dei Longobardi di Capua ed Aversa ed, infine, dei Normanni. Dunque, salvo brevi interruzioni, Pozzuoli rimase fino al 1026 alle dipendenze del duca di Napoli; dopo di allora, la città passa brevemente al principe longobardo di Capua Riccardo II. (Annecchino)

Il perido normanno

Nel 1131, il duca di Napoli Sergio VII si recò dal normanno Ruggero II a compiere atto di sottomissione. Sergio, così, conservò soltanto Napoli, ma le altre terre, tra cui Pozzuoli, passarono a Ruggero II. Inizia, dunque, il dominio normanno per il quale le fonti storiche sono scarse. Tuttavia, con la ripresa dell’anno Mille, sappiamo, da concessioni notarili e da documenti vescovili, che anche la vita economica e sociale di Pozzuoli lentamente riprese. (Annecchino)