La visita

Era il 12 Novembre del 1990 quando il papa Giovanni Paolo II venne in visita pastorale a Pozzuoli. Due giorni prima incontrò i giovani prima nello stadio San Paolo a Fuorigrotta e poi nella vicina Mostra D’Oltremare. Papa Wojtyla nel fare visita alla città di Pozzuoli fece memoria dell’approdo e sosta di san Paolo come ebbe modo lui stesso di dire durante il saluto alla cittadinanza.

Papa Giovanni Paolo II che transita in Via Marconi a Pozzuoli

La giornata fu ricca di impegni privati e pubblici. Incontrò gli avieri e gli allievi dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli nella struttura militare, tenne il già detto saluto alla cittadinanza ed infine celebrò l’eucarestia nell’allora nuovissimo quartiere di Monterusciello.

Il ricordo di san Paolo…
Giovanni Lanfranco, sbarco di San Paolo a Pozzuoli

L’omelia iniziò con la frase <<Ci troviamo sul luogo di un’importante tappa dell’itinerario di san Paolo…>>. Ammesso che realmente l’apostolo sia approdato a Puteoli nel I sec d. C. per arrivare poi a Roma è da escludersi il suo passaggio per l’attuale quartiere di Monterusciello in quanto le vie per arrivare nella capitale erano o la litoranea che passava per la zona di Cuma oppure la consolare che attraversava la piana di Quarto. Il papa proseguì con <<Cari fratelli e sorelle, certamente con grande commozione voi rileggete questo testo degli “Atti degli apostoli” (ndr At 28,13b-14). Esso rappresenta una particolare testimonianza storica sulla vostra città e, in modo speciale, sulle origini della vostra Chiesa>>. Ammesso che i puteolani conoscano questa “particolare testimonianza storica” è da precisare che se è verosimile l’approdo dell’apostolo a Puteoli molto più difficile è ammettere la sua sosta di una settimana. Oggi diversi storici hanno messo in dubbio l’autenticità del testo.

Il papa, successivamente, nel nominare la diocesi di Pozzuoli, disse <<su questa vostra Chiesa pozzuolese>> e non puteolana.

… e dei martiri puteolani
I martiri Eutiche ed Acuzio

Il discorso proseguì nel ricordare <<i martiri dei primi secoli, che voi venerate come primizie del cristianesimo nella regione campana>> e ricorda il c.d. gruppo dei sette martiri capeggiati da san Gennaro.

In realtà, di alcuni, si è persa la memoria e anche la devozione popolare, ammessa che in passato ci sia stata (si veda, ad esempio, come oggi sono totalmente ignorati, a livello laico e in parte anche ecclesiastico, i martiri Eutiche ed Acuzio). Il santo più conosciuto e venerato resta san Gennaro, già san Procolo, il patrono della città e diocesi di Pozzuoli, viene celebrato con scarso concorso di popolo; tanti ignorano anche la sua storia. È curioso costatare che il papa polacco non faccia nessun riferimento al primo martire puteolano storicamente accertato, Artema, che proprio nel quartiere di Monterusciello ha una chiesa dedicata.

La “pietra” di san Gennaro

In riferimento alla decapitazione di san Gennaro il papa affermò <<il vescovo di Benevento, san Gennaro, che fu decapitato sulla pietra che, irrorata dal suo sangue, tuttora è conservata quale vivo segno del suo martirio>>. Questa affermazione è del tutto inesatta. La spiegazione di tale errore fu riportata sul numero speciale di <<Proculus>>, Rivista della Diocesi di Pozzuoli, anno XLV (1990), ove si legge: “Chi ha fornito al papa le notizie sul martirio di S. Gennaro, non doveva conoscere la vera natura della “pietra” che è un altare a blocco risalente al primo quarto del VI secolo […], ed ha riportato ciò che la pietà popolare le attribuisce, pertanto la menzione della “pietra” nel testo omiletico del pontefice ha un valore soltanto parenetico”.

La Pietra di san Gennaro a Pozzuoli

Il passo omiletico in oggetto fu inciso su una lapide posta nel pronao della chiesa di San Gennaro alla Solfatara e, dopo qualche polemica, è stato ricoperto definitivamente con un’altra lapide che invece ricorda il primo parroco della chiesa.

Altra notizia storica interessante che si trova nella predetta omelia è l’appartenenza <<alla storia della fede di Pozzuoli la predicazione del vescovo Giuliano, al quale il papa san Leone Magno affidò la lettera per il patriarca di Costantinopoli Flaviano. Tale documento, com’è noto, contribuì alla conoscenza più approfondita del Cristo, vero Dio e vero Uomo>>.

Il ricordo della crisi bradisismica e del passaggio di san Pietro

Il papa poi ricordò le difficoltà che allora viveva la comunità puteolana. Erano gli anni del post bradisismo e la comunità cittadina e religiosa stentava a rinascere; il papa rivolse a tutti parole di incoraggiamento e di speranza.

Il discorso proseguì nel ricordare che <<quando Paolo soggiornò nella vostra città (ndr Pozzuoli), accingendosi a partire verso Roma, Pietro vi era già arrivato>>. La notizia del passaggio di san Pietro a Pozzuoli è riportata in testi apocrifi.

Reliquia di Giovanni Paolo II donata da papa Francesco a don Giorgio Della Volpe, sacerdote della Diocesi di Pozzuoli
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